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Monzaperibambini parla di noi

Mum On The Go grazie alla partecipazione al bando FreedomUp#changeup lancia il progetto “I pannolini lavabili dalla nascita allo spannolinamento, una scelta possibile per la tutela della salute e dell’ambiente”

5 famiglie del territorio hanno ricevuto una consulenza “one to one”sui pannolini lavabili e un kit completo per iniziare fare un passo verso un futuro più responsabile e più sostenibile!

https://www.monzaperibambini.it/rubrica/shopping/1736-pannolini-lavabili-mun-on-the-go.html?fbclid=IwAR3WSQOFpbpvGZ2thPtONo-PW4B3UYaAL2b_nawqknSMEQCTiX9BZ_k1oNw

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Le Testimonial di Mum On The Go per il progetto ChangeUp

Vi presento le Testimonial dell iniziativa di Mum On The Go “I pannolini lavabili dalla nascita allo spannolinamento, una scelta possibile per la tutela della salute e dell’ambiente”
5 famiglie del territorio hanno ricevuto una consulenza one to one sui pannolini lavabili e un kit completo, insieme a detersivi Eco Naturali per iniziare fare un passo verso un futuro più responsabile e sostenibile


Nei Prossimi giorni I loro primi Feedback💪💪


L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Freedom up: politiche e pratiche inclusive di sostenibilità e partecipazione nel quartiere Libertà a Monza” finanziato da Fondazione Cariplo, capofilato da ACRA, Distretto di Economia Solidale della Brianza, Mani Tese O.N.L.U.S., Consorzio Comunità Brianza, Scuola Agraria del Parco di Monza cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del Bando Comunità Resilienti 2017, dal Comune di Monza e da Fondazione Alessio TavecchioOnlus


Fondazione Cariplo
FreedomUp
ACRA
DESBri
Mum On The Go
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ChangeUp: per una transizione sostenibile

I pannolini lavabili dalla nascita allo spannolinamento, una scelta possibile per la tutela della salute e dell’ambiente

L’obiettivo e’ stato quello di offrire un Kit Prova di pannolini lavabili alle famiglie dei nuovi nascituri  e non, per incentivare una pratica sana ed ecologica , riducendo dei grossi problemi di smaltimento dovuto ai rifiuti prodotti dai pannolini usa e getta , i quali rappresentano fino al 15-20% dei rifiuti solidi delle discariche.

La proposta alle famiglie e’ …  fare  un passo verso il futuro, piu’ responsabile, che ci vedra’ finalmente consapevoli di quanto e’ preziosa la Terra

L’idea nasce dalla riscoperta di una consuetudine che è garanzia di maggior salute per i nostri bimbi, e che incarna l esigenza di abbandonare abitudini non Eco-Compatibili , una soluzione che garantisce alle famiglie un considerevole risparmio economico, che non è l aspetto principale , ma che in questi tempi non facili , puo’ far piacere

Un bimbo consuma mediamente 6/7 pannolini al giorno per almeno 2 anni,  circa 5000 pannolini usa e getta, che produrranno circa una quantita’ di rifiuti pari a una tonnellata…ovvero una tonnellata di plastica che noi non vediamo perche’ una volta buttato il nostro pannolino nei rifiuti non ci pensiamo piu’, ma quel pannolino non e’ andato molto lontano, restera’ in una discarica per un periodo compreso tra i 300 e 500 anni,invece  quello destinato a un incerenitore contribuira’ alla produzione di ceneri ed emissione tossiche

Qualche numero: La spesa iniziale di 20/25 pannolini lavabili si aggira dai 500 ai 700 euro circa,  mentre l’investimento di circa 5000 pannolini usa e getta varia dai 1000 ai 1600 euro circa.

I pannolini lavabili rappresentano una scelta decisamente vantaggiosa per tutta la comunita’, ed un vantaggio aggiuntivo e’ che possono essere riutilizzati per ogni figlio, rivenduti, o regalati

Presso il negozio di Mum On The Go avviene gia’ la rivendita di pannolini lavabili e detersivi Eco-Naturali , incontri informativi gratuiti sulle motivazioni per cui fare questa scelta, come e quando utilizzarli, tipologie, lavaggio , aiutano molti genitori ad una scelta consapevole

La soluzione di pannolini lavabili incuriosisce ma e’ difficile abbandonare una soluzione ormai ben radicata dagli usa e getta, e allora focalizziamoci sul benessere per il bebe’, per la famiglia,  per la Terra ..l’unica che abbiamo, e raggiungiamo un maggiore bacino di utenti attraverso l’offerta di un Kit Prova

QUALCHE DUBBIO SUI PANNOLINI LAVABILI …..

L’uso della lavatrice e del detersivo non annulla il risparmio economico e l’impatto sull’ ambiente?

Assolutamente No. I pannolini si lavano da 40° a 60° aggiungendo poco detersivo. Studi dimostrano che l’impatto ambientale del lavaggio e’ minore rispetto a quello di produzione e smaltimento degli U&G.

Non sono troppo ingombranti?

La vestibilità dipende molto dalla tipologia del pannolino scelto, dal tessuto, dal numero di inserti

Non sarà  troppo impegnativo usare i lavabili?

Comporta un po’ di organizzazione: un contenitore per raccogliere i pannolini sporchi, il cambio è come negli U&G, bisogna togliere gli eventuali residui solidi

Per quanto tempo tengono?

In generale e’ consigliato un cambio ogni 2/3 ore, ed è  la stessa indicazione che i pediatri danno per gli U&G

Rimangono Più umidi dei pannolini U&G?

Si. Il super-asciutto degli U&G è dovuto dalle sostanze chimiche che si trovano all’interno. Nei PL l’umido ( maggiore o minore a secondo del tessuto) consente ai bambini di acquisire prima la sensazione di bagnato, e quindi di passare piu’ velocemente dal pannolino al vasino

NON POSSO DIRTI QUAL’E’ IL PANNOLINO GIUSTO PER TE PERCHE’ NON ESISTE UN PANNOLINO IDEALE PER TUTTI, MA DI SICURO ESISTE UN PANNOLINO GIUSTO PER TE E IL TUO BAMBINO

Ci sono diverse tipologie di Pannolini Lavabili:

Due Pezzi: Una parte interna ( MUSLIN, Prefold , Fitted, Ciripà ), e una parte esterna ( cover )che garantiscono impermeabilità e traspirabilità)

Pocket: composti da una mutandina con strato esterno impermeabile e traspirante, in cui e’ cucito uno strato interno che forma una “tasca” in cui vengono inseriti gli inserti assorbenti

Tutto in due ( AI2= All In Two): la parte assorbente e quella impermeabile sono unite con bottoncini o velcro, e si possono separare per agevolare l’asciugatura

Tutto in uno ( AIO= All In One ): sono i pannolini già pronti all’uso, con mutandina impermeabile e inserto assorbente cuciti insieme

Quando tornare indietro ha un senso…..state andando avanti

                                                W. Berry

PERCHE’ SCEGLIERE I LAVABILI?

PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE

PER IL BENESSERE DEL TUO BAMBINO

PERCHE’ E’ ECONOMICO E CIRCOLARE

“Freedom up: politiche e pratiche inclusive di sostenibilità e partecipazione nel quartiere Libertà a Monza” finanziato da Fondazione Cariplo, capofilato da ACRA, Distretto di Economia Solidale della Brianza, Mani Tese O.N.L.U.S., Consorzio Comunità Brianza, Scuola Agraria del Parco di Monza cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del Bando Comunità Resilienti 2017, dal Comune di Monza e da Fondazione Alessio Tavecchio onlus.

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Yoga in Fascia

a cura di Elisa Curatolo, Naturopata e insegnante di Yoga in Gravidanza e Yoga in fascia

In che modo questi due mondi meravigliosi sono collegati tra loro?

Yoga significa unione; e che cos’è il babywearing se non un’unione, una profonda connessione tra mamma e bambino? Un’unione fisica, mentale, emotiva.Lo yoga è uno strumento utilissimo per affrontare il post parto, un momento tanto unico quanto delicato nella vita di una donna. Ci si ritrova ad affrontare cambiamenti nel corpo, cambiamenti di vita, cambiamenti ormonali, cambiamenti emotivi.Lo yoga ci aiuta a rimanere centrati, a vivere con maggiore consapevolezza il momento presente e di conseguenza a gestire i pensieri, le emozioni. A livello fisico poi i benefici sono sorprendenti; entrando nella specificità del post parto si può andare a lavorare su alcuni punti del corpo che sono stati particolarmente coinvolti da gravidanza e parto, come il pavimento pelvico, l’addome, la schiena, l’apertura del “cuore” sia fisicamente che simbolicamente parlando. Il nostro corpo col parto ha subito un’esperienza potentissima.

Come si inserisce il babywearing in tutto questo?Il babywearing è l’emblema della genitorialità ad alto contatto. I neonati hanno un bisogno intrinseco di stare vicino alla proprio mamma, di sentirne il calore, l’odore, la presenza, le emozioni. Tutto questo è fondamentale per lo sviluppo del bambino; contribuirà anche a formarne il carattere, il modo in cui verrà affrontato il mondo una volta avvenuto il distacco, la fiducia in se stesso.Il contatto, la presenza, la coccola non sono vizi; significa al contrario rispondere ai bisogni primordiali del bambino.Ed è il più bel regalo che possiamo fare ai nostri figli.

L’unione di yoga e babywearing è un momento meraviglioso.Permette alle mamme di prendersi cura di se stesse a 360 gradi, senza avere l’obbligo di lasciare i propri piccolini. È un vero momento di condivisione sia tra mamme e donne, che tra mamma e bambino.Il piccolino è a contatto cuore a cuore con la propria mamma, in una posizione comoda, ergonomica, benefica. E la mamma si dedica a se stessa, a partire dalla propria interiorità. Partecipano entrambi alla vita dell’altro, si stimolano a vicenda e crescono insieme.Come si dice,se la mamma sta bene, anche il bambino sta bene.

Grazie Elisa per il tuo preziosissimo contributo

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I benefici Psicologici e Pratici del Babywearing

a cura della Dott.ssa Cristina Costa, Psicologa , e della Dott.ssa Irene Sofia Santovito , Neuropsicomotricista dell’eta’ evolutiva

BABYWEARING E BENEFICI PSICOLOGICI del tenere il proprio bambino cuore a cuore:

– soddisfa il bisogno primordiale del bambino di contatto materno;

– permette alla madre di stare molto con il suo bambino imparando a conoscerlo e a interpretare i suoi bisogni;

– favorisce lo sviluppo di un attaccamento sicuro del bambino;- lo stare cuore a cuore permette alla mamma di trasmettere al bambino un senso di sicurezza;

– dato che il bambino si sente al sicuro piange molto meno e questo favorisce una diminuzione dell’ormone che controlla lo stress di mamma e bambino, il cortisolo;

– l’alto contatto diminuisce le probabilità di insorgenza di depressione post partum in quanto stimola la produzione dell’ormone dell’amore, l’ossitocina;

– il “portare”, talvolta, riesce a colmare quel vuoto presente in alcune mamme che non sono riuscite a soddisfare il loro desiderio di allattare in quanto permette di elargire affetto, attenzioni e contatto simili ai momenti in cui la mamma offre il seno al suo bambino.

BABYWEARING E BENEFICI PRATICI del tenere il proprio bambino cuore a cuore:

– permette alla madre di stare molto con il suo bambino imparando a conoscerlo e a interpretare i suoi bisogni;

⁃ è possibile allattare il bambino in modo discreto e sufficientemente comodo, in questo modo le esigenze nutritive, e non solo, del bambino verranno soddisfatte immediatamente e in qualunque situazione;

⁃ il bambino riceve più stimoli dato che ha la possibilità di esperire ciò che vede e fa la madre;

⁃ riesce ad interagire fin da subito con gli altri perchè alla loro stessa altezza;⁃ la schiena della mamma risulta meno affaticata dato che grazie all’utilizzo di supporti i peso del bambino viene distribuito meglio sul corpo rispetto al solo tenere in braccio.

In conclusione, la pratica del portare è sana sia per la mamma che per il bambino per numerosissimi aspetti e questo si può estendere al padre e ad eventuali altri caregiver che in questo modo possono beneficiare di un rafforzamento del legame con il bambino.

Articolo a cura di :Psicologa Dott.ssa Cristina Costa

Neuropsicomotricista Psicomotricità Irene Sanvito

Consulente Babywearing Alessandra Caliolo 

Grazie Cristina e Irene per il vostro preziosissimo contributo

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Cos’e’ il Babywearing?

Ma cos’è il Babywearing? Partiamo dalla parola stessa. Il termine significa letteralmente “indossare il bambino”, da intendersi come trasportare, sostenere e reggere. Ma soprattutto è bello considerarlo come “farsi carico”. Il portatore, colui che porta, aggiunge al suo peso un peso ulteriore. Eppure questo non grava sulla sua schiena, né incombe sulle sue gambe o braccia. Non c’è traccia di pesantezza, nessun fastidio, né affanno. Il Portatore fa molto di piu’…unisce la sua anima ad un altra anima. decise di legare qualcuno a se’, ed e’ cosi’ che quel “farsi carico” assume il significato piu’ profondo di ACCUDIRE, custodire. Allora scopriamo che il Babywearing altro non è che uno dei mille modi per amare una piccola, ma preziosissima vita. Come e’ iniziato il mio percorso con il Babywearing? “Sta per arrivare e inizio già a fantasticare Eccolo, dopo quasi 9 mesi di aspettative, sogni, pensieri, immaginazioni… solo per pochi minuti tra le mie braccia , sarà dopo 1 mese che possiamo finalmente viverci Non ho progetti, voglio solo recuperare il tempo che ci hanno portato via in Tin, eccoci cuore a cuore tutto il Giorno Ecco che usciamo e siamo ancora cuore a cuore in un marsupio Eh si, è stato un modo e un mezzo sbagliatissimo x portare, ma è nato tutto da lì, accudirlo e farmi accudire è stato l inizio del mio mondo Babywearing”

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Babywearing…un’arte vecchia come la maternita’

Babywearing – un’arte vecchia come… la maternità. Babywearing, è quella serie di tecniche che, grazie a supporti in stoffa o specifici, permette ai genitori di portare con sé i bambini senza l’ausilio di passeggini e carrozzine. Quella che per noi sembra una moda, o una stranezza delle nuove generazioni genitoriali, è in realtà un metodo antichissimo, e non certo esotico come ci appare oggi… In Cina è sempre stato usato il Babywearing dalle mamme. Ne troviamo tesitmonianza in stampe anche antiche. Oggi anche qui abbiamo un tipo di trasporto molto pratico,tipico cinese, il mei tai Babywearing, davvero esotico? In Italia il babywearing ha un sapore esotico e ancora non siamo molto abituate e vedere in giro mamme che portano in fascia o con altri supporti i piccoli. Qualche marsupio, sì, ma ci sembra quasi che sia un tipo di trasporto adatto a quei papà troppo moderni che condividono il mondo materno. Siamo in una società ancora chiusa, che senza saperlo ha perso parecchie tradizioni per la strada e che non è molto brava a costruirne altre. Fanno sorridere quelle mamme africane che girano per la strada coi figli, anche piccolissimi, legati sulla schiena e ci sembra che questo sia possibile solo in culture lontane dalla nostra. Ma è così vero? Se però diamo un’occhiata ai quadri dipinti nella nostra gloriosa Europa, ci accorgiamo di una verità sorprendente, o quasi: il babywearing è sempre esistito anche qui, estensione naturale del legame fra madri e figli. Logico che, dove le donne dovessero accudire i piccoli e tenere le mani libere per il lavoro, utilizzassero sistemi comodi e sicuri per il trasporto e il controllo dei bambini. Prima dei baby monitor, in un mondo in cui la natalità e la mortalità infantile erano altissime, le madri si preoccupavano esattamente come oggi dei propri figli e volevano (e dovevano) tenerli accanto. Le culle stazionavano nelle cucine, che erano anche le stanze più calde della casa, ma le donne nelle campagne avevano spesso la necessità di uscire, non solo nei campi, ma nelle aie, negli orti, nelle stalle… e non sempre era possibile affidare i più piccoli ad altri parenti. Ne troviamo traccia nei dipinti già nel medioevo: ne La fuga in Egitto di Giotto, Maria sull’asinello porta l’Infante appeso in quella che potrebbe somigliare a una moderna sling. La cosa più sorprendente è che le fasce vengono usate nelle stesse modalità proposte oggi dal Babywearing: trasversali e frontali per i più piccoli, in posizioni che favoriscono anche un allattamento facilitato e discreto, sulla schiena per i più grandicelli. Nulla di esotico in queste madri medievali, né in quelle dei secoli successivi, ma solo una ricerca di praticità e semplicità. Babywearing nell’arte fra 1700-1800 La presenza di fasce costella l’arte europea con una certa costanza, in stampe, dipinti, scene bucoliche… dove ci sono mamme con le mani libere, capita che spunti la testa di un bimbo da dietro la schiena. Spesso si tratta di contadine e di zingare. Certo, il portare non è sinonimo di alta società: le dame di rado si occupano dei bambini, delegando l’accudimento a bambinaie, balie e poi istitutrici, le quali di solito sono raffigurate coi piccoli in braccio più che legati addosso. La riuscita di un “prodotto”, si sa, è fin troppo spesso connessa al suo valore di status symbol che alla sua praticità e nelle epoche in cui le signore hanno cominciato a stringersi in corsetti e gabbie non era proprio pensabile che si facessero carico di neonati portati in fascia. Le signore nobili, tuttavia, erano destinate nel corso del Sette-Ottocento a trovarsi sempre più costrette in un abbigliamento di grande impatto scenico ma di non facile portabilità. Le fasce e il portare, dunque vengono relegate sempre più ai ceti meno abbienti, che in questo periodo corrispondono ancora, principalmente, a quelli contadini. Arriviamo al nostro amato 1800, nel quale, a sorpresa, torna l’uso delle fasce anche da parte delle signore. Com’è possibile? Grazie alla moda stile impero, per le nostre mamme d’inizio secolo si vive una tregua dai corsetti costrittivi per passare a modelli dalle forme più abbinabili al trasporto in fascia dei bambini. Scialli colorati, utilizzati come supporto, fanno da contrasto ai colori pastello dell’abbigliamento. Mamme, donne: l’intramontabile, eterno femminino che passa anche attraverso il particolare. I trent’anni in cui lo stile impero domina nell’abbigliamento femminile volgono al termine con l’inizio dell’epoca vittoriana (1837), che vede un ritorno del corsetto, del punto vita sottolineato e… l’arrivo di molti cambiamenti sociali. Nelle campagne, in Italia come in Inghilterra, la fascia continuerà a essere utilizzata dalle lavoratrici rurali, ma la diffusione massiccia del lavoro femminile nelle fabbriche porterà una diffusione anche del babywearing nelle città. L’800 e il tramonto del portare Ma sarà proprio l’800 a far tramontare il babywearing, con l’avvento delle carrozzine e dei passeggini che si diffonderanno grazie ai prodotti industriali Se posso spingere la carrozzina, posso permettermi di non usare le mani per altro Si riduce sempre più, a tutti i livelli sociali, la vicinanza con i piccoli: verrà recuperata dopo tanta strada della puericultura nel tardo Novecento, ma soprattutto nel terzo millennio, quando finalmente si rompono i nuovi tabù della maternità. L’800 e il ‘900 sono l’epoca di passeggini e carrozzine, sempre più sicuri, tecnologici, di design. Portare i bambini diviene per noi una curiosità da ricercare nelle foto di Paesi lontani e in culture diverse dalla nostra. Le mamme del nuovo millennio Un nuovo mondo è alle porte, quando finalmente qualche madre si prende il lusso di mettere a tacere i vari esperti che pongono all’istinto materni più veti di quanti siano realmente necessari: torna di moda allattare a richiesta, lasciar dormire i piccoli, accogliere nel lettone, non negare mai un abbraccio, e anche il portare riacquista, finalmente, un valore importante nel rapporto madre e figlio. Già negli anni ’70, con le rivoluzioni che riguardano il mondo femminile, nasce in alcune mamme l’esigenza di tornare a un rapporto più naturale. È in questo periodo che nasce l’azienza storica Didymos, fondata da Erika Hoffmann, ancora oggi sul mercato con fasce e altri supporti per babywearing. Nascono, poi, nuovi termini come cosleeping (non lo farai dormire nel lettone con te?? Sì!), e babywearing (anche uscire insieme è una coccola), rompendo con una tradizione di massima efficienza che voleva una precoce indipendenza dei piccoli che interpretava l’espressione di tante esigenze infantili come capricci. Solo noi occidentali abbiamo scoperto l’acqua calda, perché le mamme cinesi, le madri indiane, quelle asiatiche, le africane hanno continuato tranquillamente a portare i loro bambini. Ma portare cambia le cose? Sì: i piccoli si sentono sicuri, piangono meno, dormono felici durante il trasporto, l’umore della mamma ne giova alla grande e anche la loro soddisfazione… perché quando porti, ti senti una regina.

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Il Babywearing e Maria Montessori

Portare i bambini è una buona pratica educativa usata da sempre in molte parti del mondo. Da sempre i bambini sono portati fin dalla nascita e fino al distacco dall’alimentazione al seno materno e all’autonomia motoria. Questa pratica favorisce la relazione profonda tra mamma e bambino, crea un continuum tra vita intrauterina e esogestazione in una vicinanza che contiene, consente il nutrimento e la comunicazione , aiuta lo sviluppo psicomotorio per mezzo del dondolio dato dal movimento della mamma. Il contatto pelle a pelle rassicura il bambino, lo aiuta nei nuovi adattamenti che affronta durante i primi mesi e anni, rappresenta una base sicura da cui esplorare il mondo. “I bambini portati sono pronti a esplorare il mondo con più audacia quando è il momento.” Morris D. Portare i bambini aiuta l’adattamento del bambino favorendo la sua termoregolazione, aiuta il bambino a riposare, lo aiuta ad esplorare le relazioni sociali per mezzo delle relazioni della mamma. Ricordiamo che il corpo della mamma è il primo ambiente del bambino, quello in cui egli si forma è quello da cui conosce la sicurezza per andare nel mondo.Portare il bambino con strumenti diversi dal portare sul corpo, ha mostrato ampiamente l’aumentare dello stato di agitazione dei bambini nel trasporto,con conseguenti pianti e risulta un ostacolo allo sviluppo motorio per la posizione tenuta non raggiunta autonomamente. Questo ostacolo allo sviluppo del movimento può portare ad un raggiungimento della posizione seduta e del gatto amento tardivi. Lo sviluppo psicofisico dei bambini è aiutato più dal contatto che dal cibo o dall’aria aperta. Sul portare scrive Maria Montessori: “il modo diverso che si usa per portare il bambino è una particolarità tra le più interessanti, messa in valore dagli studi etnologici (…) . Nella maggior parte di paesi il bambino accompagna la madre ovunque vada (…) madre e figlio non sono che una sola persona” la mamma compie “una seconda funzione naturale, una funzione di ordine psichico” … “ un atto necessario alla salvezza della specie” Maria Montessori anche su questo argomento risulta più che mai attuale tanto che ad oggi le ricerche dimostrano i benefici psicofisici del portare per bambino e mamma. Per le mamme infatti questa pratica risulta consentirgli di uscire molto di più e con le mani libere, aiuta la relazione con il bambino e la sintonia tra loro tanto da aumentare nelle mamme la capacità di rispondere ai bisogni dei loro bambini e così prevenire disordini emotivi e sostenere la genitorialita.

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Parlano di noi ….Babywearing a Monza con Mum On The Go

“Mum On The Go nasce da un idea di Alessandra Caliolo quando si avvicina al Babywearing. Babywearing, “familiarmente”… il “portare”, è quella serie di tecniche che, grazie a supporti in stoffa o specifici, permette ai genitori di portare con sé i bambini senza l’ausilio di passeggini e carrozzine…..

L’idea di Mum On The Go a Luglio 2019 diventa uno Store a Monza, l’unico sul genere. Rivenditore dei marchi più conosciuti dei supporti Portabebè, pannolini lavabili, accessori per le mamme, articoli di prima infanzia…”

https://www.monzaperibambini.it/rubrica/shopping/1594-babywearing-a-monza-con-mum-on-the-go.html

Babywearing a Monza con Mum On The Go

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Mum On The Go nasce da un idea di Alessandra Caliolo quando si avvicina al Babywearing. Babywearing, “familiarmente”… il “portare“, è quella serie di tecniche che, grazie a supporti in stoffa o specifici, permette ai genitori di portare con sé i bambini senza l’ausilio di passeggini e carrozzine.

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“Letteralmente”… “indossare il bambino”, da intendersi come trasportare, sostenere e reggere. Ma soprattutto è bello considerarlo come “farsi carico”.

Alessandra, consulente Babywearing della Babywearing School di Mammole, sostiene i genitori a far riaffiorare e tirare fuori le proprie competenze, a soddisfare il bisogno di contatto continuo, insegna a portare pancia a pancia, sul fianco, e sulla schiena, tiene incontri informativi sul Babywearing. Vuoi sapere di più sul babywearing vedi link 

L’idea di Mum On The Go a Luglio 2019 diventa uno Store a Monza, l’unico sul genere. Rivenditore dei marchi più conosciuti dei supporti Portabebè, pannolini lavabili, accessori per le mamme, articoli di prima infanzia

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Mum On The Go ha anche uno spazio di condivisione dedicato alle mamme, mette a disposizione come spazio allattamento e cambio pannolino per tutte le mamme che sono in giro per il centro della città

Corsi, incontri informativi per le mamme, mamme in attesa, sono un punto di forza di uno Store insolito e che incuriosisce i passanti

Vi aspettiamo, siamo in Via Appiani 7/A a Monza, in centro, ma non nella zona pedonale.

Seguite la Pagina di Fb Mum On The Go  e Instagram Mum on the Go per rimanere aggiornati su Promo, collaborazioni, gruppi d’ acquisto

Si trova in Centro a Monza in via Appiani 7
www.munonthegobabywearing@gmail.com